ARTE E FOLLIA: I GRANDI MAESTRI

Centinaia di opere tra sculture, dipinti e fotografie, affrontano la tematica della follia attraverso la storia dell’arte.
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STANZA DEI RICORDI

Immagini, documenti, oggetti ritrovati nell’ex manicomio abbandonato di Teramo, raccontano le condizioni umilianti e dolenti dell’alienazione. Nulla di strano o di originale, nulla di specifico; tutto di doloroso.


STANZA DELLA GRIGLIA

I ritratti ritrovati nelle cartelle cliniche di alcuni ex-manicomi compongono una griglia di oltre cinque metri. Un neon luminoso dona luce e rumore ai pensieri di ciascun volto.


BILL EVANS

“Il Jazz non è morto, ha solo un odore strano.” Frank Zappa

Omaggio a un grande del Jazz: Bill Evans, pianista e compositore. Scultura di Cesare Inzerillo.


TUTTI SANTI

“Se non avete timore delle scottature d’ortica, inoltriamoci per lo stretto sentiero che conduce al padiglione, e guardiamo che cosa succede là dentro. Aperta la porta d’ingresso, entriamo nell’atrio.” A. Ĉechov, Reparto n. 6, 1892
L’installazione Tutti Santi, è il disperato tentativo di porre rimedio al malessere psichico di cui soffrono i pazienti dell’ospedale psichiatrico immaginato da Cesare Inzerillo. Durante la loro rivolta, i pazienti, si mescolano e si confondono con i dottori, con gli infermieri, e con il direttore, che ruota solitario nella betoniera. Varcando la soglia di questa stanza buia, incontriamo le angosce e paure più recondite, capaci di segnare irreparabilmente la vita di ognuno. Tutte mummie, perché ridotti all’osso della propria umanità, tutti santi perché uniti dall’improba lotta contro la sofferenza e la morte.


FRANCO BASAGLIA “LEGGE 180”

Due documentari di Rai Teche danno voce alle due scuole di pensiero sul tema dei manicomi italiani:

Linea Diretta – Discussione su “Legge 180”
X Day – I grandi della Scienza “Franco Basaglia”


GLI ASSENTI

Stanze, muri, pareti dell’ospedale psichiatrico abbandonato di Teramo entrano nell’obiettivo di Fabrizio Sclocchini che rianima quegli spazi desolati con omaggi floreali di delicata poesia come a ricordare quelli che vi furono, confinati, rimossi, cancellati.


DOVE VIVE L’UOMO?

Inchiesta a cura del Senato della Repubblica sugli ospedali psichiatrici giudiziari per la battaglia contro il degrado di alcune strutture tutt’ora aperte.


ANTONIO LIGABUE E PIETRO GHIZZARDI

Dal 2015, la preziosa collaborazione con il Centro Studi & Achivio Antonio Ligabue di Parma, presieduto da Augusto Agosta Tota, ha reso possibile la realizzazione di una nuova e importantissima sala del Museo della Follia dedicata all’esperienza artistica di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi.
“I casi straordinari di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi costituiscono i due cardini essenziali e terminali del Museo della Follia. Nel primo una visionarietà lussureggiante che determina la creazione di un mondo originale, popolato solo dagli animali, domestici e selvaggi, oscillando fra l’idillio campestre e una foresta insidiosa, minacciosa. Nessun pittore del Novecento, se non forse Gino Rossi, ha la stessa esuberanza. Gli animali della foresta sono proiezioni di una rabbia, di un conflitto con il mondo, risolto soltanto nella pittura. Ghizzardi, per converso, rispecchia la fragile condizione umana, e dipinge uomini e donne, prevalentemente solitari. Una sequenza apparentemente senza fine, con le varianti determinate dalle diverse psicologie, ma con una pietas così profonda da autorizzare l’idea di un nuovo Umanesimo, dolente, accorato, contadino. Lo stato di alterazione psichica di Ghizzardi non determina un’accensioneo un’esaltazione, ma una lucidità e una umanissima interpretazione di anime e volti in una galleria di personaggi senza precedenti. Nella sua condizione di disagio, Ghizzardi appare lucidissimo, e ci mette davanti a una umanità disarmata. Ligabue e Ghizzardi lavorano a poca distanza e appaiono perfettamente complementari. E sono parimenti del tutto estranei alla tradizione figurativa del Novecento italiano. Sono due fertili anomalie.” (Vittorio Sgarbi)


I PAZZI POLITICI. A cura di Giordano Bruno Guerri

In tutte le epoche si è usato dichiarare che un nemico politico era pazzo. Giordano Bruno Guerri ci spiega come attraverso una coinvolgente video installazione.


GLI STEREOSCOPI. I LUOGHI DI GINO SANDRI

Il viaggio negli spazi dell’ex-ospedale psichiatrico di Mombello, avviene attraverso le fotografie di Vincenzo Aragozzini, digitalizzate da Giacomo Doni e convertite in immagini tridimensionali da Claudio Centimeri, autore delle fotografie stereoscopiche titolate Malinconia con furore. Sandri, durante il suo ricovero, ha eseguito disegni e composto poesie di rara sensibilità.